Palestina. Il Fronte democratico per la liberazione della Palestina, chiede l'accelerazione di un dialogo nazionale interno, una delegazione negoziale unificata e un piano nazionale per affrontare i problemi della seconda fase nella Striscia di Gaza
a cura di Enrico Vigna, 23 ottobre 2025
Il
Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina ha valutato che la
prima fase del piano avrebbe potuto ottenere risultati migliori, se non fosse
stato per le lacune create dall'occupazione, che continua a violare il cessate
il fuoco, provocando nuovi martiri tra il popolo gazawita, continuando ad ostacolare
i movimenti umanitari ai valichi di Rafah e Abu Salem, con una palese
ingerenza nel determinare le quantità e i tipi di merci che hanno permesso di
entrare, tra cui limitare il carburante e il gas da cucina, in una
intimidazione palese per provocare la delegazione palestinese. Ha comunque
ribadito una relativa positività per i risultati della prima fase del piano
della Striscia di Gaza, tra cui il cessate il fuoco, il ritorno degli
sfollati nelle loro case seppure distrutte, una apertura per gli attraversamenti
del flusso di aiuti e lo scambio di prigionieri viventi e alcuni prigionieri
morti, stante la situazione precedente.
Il FDLP ha dichiarato: «…Mentre ci prepariamo a entrare nella seconda
fase del piano della Striscia di Gaza, è diventato sempre più urgente chiedere
un dialogo nazionale interno nella capitale egiziana, il Cairo, per concordare
un piano per la fase successiva e i meccanismi e i mezzi per monitorarlo.
Sottolineiamo l'importanza di formare una delegazione palestinese unificata, simile
a quella del 2014, per rappresentare la Palestina nella seconda fase dei
negoziati. Questa delegazione è fondamentale perché deve comprendere richieste
rilevanti che riguardano non solo la Striscia di Gaza, ma anche l’intera causa
nazionale. Il destino della Striscia di Gaza è inseparabile dal destino della
Cisgiordania e della Gerusalemme occupata, e dal destino del nostro popolo e
dei suoi legittimi diritti nazionali. Ci troviamo
di fronte a una serie di sfide importanti. L'impatto e le conseguenze non si
limiteranno alla Striscia di Gaza, al suo destino e al suo futuro, ma
influenzeranno anche tutti gli aspetti della causa nazionale palestinese, senza
eccezioni. Ciò riguarda necessariamente l'intero popolo palestinese e tutte le
sue componenti politiche e sociali senza eccezioni, non solo una fazione o un
partito politico
Il FDLP ribadisce la sua convinzione che la formula di Pechino per la
formazione di un governo di unità nazionale, che si occupi di gestire le
incombenze nella Striscia di Gaza, accanto ai compiti nella Cisgiordania e
nella Gerusalemme occupata, è la formula migliore per unificare una posizione
nazionale palestinese e il modo migliore per bloccare eventuali soluzioni
alternative o diversive, i cui risultati potrebbero portare alla separazione
della Striscia di Gaza dalla Cisgiordania, la disintegrazione dell'integrità
territoriale dello stato palestinese, la distruzione di un progetto nazionale,
e nuovi sconvolgimenti.
Il FDLP sottolinea che la questione nazionale sta entrando in una nuova fase,
diversa dalle fasi precedenti, portando al suo interno importanti e
ineluttabili diritti nazionali, questo richiede a tutti i palestinesi di salire
al livello delle condizioni che stanno vivendo, e di esercitare lo sforzo
necessario per rimuovere gli ostacoli al ripristino di una unità nazionale di
posizione e di una visione politica alta, nell’affrontare i compiti della fase,
di quello che è stato chiamato ‘il giorno dopo ’ della Striscia di
Gaza. I fatti stanno dimostrando che è in realtà ‘ il giorno dopo ’ per
la questione nazionale palestinese nel suo complesso…Il
FDLP ribadisce che la questione nazionale sta attraversando una fase
estremamente pericolosa e delicata, che richiede i massimi livelli di
responsabilità nazionale nei confronti del nostro popolo, della sua causa, dei
suoi diritti e dei suoi interessi nazionali e del suo futuro”.
Ali Faisal, FDLP: la legge per l’annessione della Cisgiordania è una dichiarazione di una guerra di genocidio politico e di un colpo di stato contro la legittimità internazionale - a cura di Enrico Vigna, 23 ottobre 2025
Ali Faisal, vice presidente del Consiglio nazionale palestinese e vice segretario generale del Fronte democratico per la liberazione della Palestina, ha denunciato la lettura preliminare della Knesset israeliana sulla legge per l’annessione della Cisgiordania, sottolineando come questa lettura esprima apertamente lo schema del “Triangolo del Terrorismo”, rappresentato da Netanyahu, Smotrich e Ben-Gvir, che costituisce la base del progetto di coalizione di governo fascista da quando è entrato in carica.
“…La legge di annessione della
Cisgiordania è una continuazione della giunta fascista nella Knesset e del
governo israeliano nella guerra di genocidio politico dei diritti e dell’entità
nazionali palestinesi e un colpo di stato contro la legittimità internazionale.
Chiediamo a tutti i parlamenti internazionali, continentali, regionali e arabi
di condannare questa lettura e di intraprendere azioni urgenti per fermare
l’emissione della legge che annette la Cisgiordania. La Cisgiordania non è un
luogo appartenente, per Smotrich e Ben Gvir, ma parte della terra dello stato
palestinese che non può essere annessa, giudaizzata o insediata….Questa mozione
preliminare non sarebbe stata possibile senza la copertura americana, ed è
avvenuta in concomitanza con la visita del vicepresidente degli Stati Uniti
Vance allo stato di occupazione, dove ha dichiarato che ‘non avrebbe imposto
nulla a Israele’.
La legge di annessione è un pilastro per la costruzione del Grande Stato di
Israele, che apre la strada alla formazione del “nuovo Medio Oriente”. Occorre
che tutti i paesi presi di mira nella regione, si muovano con urgenza per
bloccare questi progetti in difesa dei loro interessi, popoli e sovranità…”.
Ali Faisal, ha invitato le istituzioni internazionali ad agire con
urgenza per fare pressione su Stati Uniti e Israele affinché fermino
questa ennesima aggressione contro il popolo palestinese e la legittimità
internazionale: “…e traducano i riconoscimenti internazionali,
concretando la sovranità dello Stato di Palestina su tutti i territori occupati
nel 1967, con Gerusalemme come sua capitale, e garantendo il diritto al ritorno
dei rifugiati…”.
Faisal ha concluso la sua dichiarazione invitando il Parlamento
internazionale di Ginevra a rimuovere la Knesset israeliana
dalla sua appartenenza: “…in quanto è un parlamento che legittima
l'occupazione, i crimini di guerra, il genocidio umano e politico, la pulizia
etnica e la discriminazione razziale contro il popolo palestinese e i popoli
della regione, e la sicurezza e la stabilità di tutta la regione”.
A cura di Enrico Vigna, SOSPalestina/CIVG, 23 ottobre 2025